Live from Frankfurt 18.05 – Bce e quartiere finanziario interamente bloccati dagli attivisti

Ultime news – Nella notte rilasciati gli attivisti italiani di Riseup. Fin dalla mattina presto Blockocupy si conquistandosi il diritto a manifestare e a bloccare l’intera zona finanziaria e il centro città, fino ad arrivare sotto la BCE. A Venezia occupazione consolato tedesco, a Roma iniziativa all’ambasciata, presidio a Reggio Emilia.

Si parte dalla stazione e contemporaneamente da altri luoghi conquistandosi il diritto a manifestare e a bloccare l’intera zona finanziaria, fino ad arrivare sotto la BCE.

La determinazione degli attivisti a manifestare contro le politiche della Bce e i diktat della finanza è più forte dei blocchi della polizia. Continua a leggere

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Blockupy Francoforte.Brutti, sporchi e cattivi. Francoforte, atto primo.

Blockocupy Francoforte - 16 maggio (2)5000 agenti per “difendere” il chilometro quadrato d’Europa a maggiore intensità finanziaria

Tutte le azioni dimostrative dei prossimi giorni sono ancora vietate, ed oggi uno sgombero molto scenografico (agenti in tenuta da guerra batteriologica per rimuovere dei secchi di vernice..) di un’acampada iniziata mesi fa e finora indisturbata assume il carattere evidente dell’inizio di questa anomalia. Continua a leggere

Una minaccia chiamata democrazia. La forza della coalizione contro l’imminenza del disastro

Mentre Repubblica consacra buona parte della sua apertura domenicale al pericolo terrorismo, De Benedetti pensa alle cose serie. Con un editoriale sul Sole 24 Ore chiarisce le paure che ormai segnano una parte consistente delle élite europee: la virata deflattiva imposta dalle politiche di austerity ha probabilmente raggiunto un punto di non ritorno. In queste ore Tsipras, il leader di Syriza, parla di un accordo tra Neo Dimokratia, Pasok e Dimar, ma Dimar ha già smentito. Un fatto è certo: non sono gli elettori greci a decidere il governo, ma le compatibilità di bilancio imposte dalla Troika. E anche un altro fatto è davvero certo: anche se Papoulias dovesse riuscire ad imporre l’accordo tra i partiti del rigore, la Grecia uscirà dall’Eurozona. Questa certezza spaventa mortalmente De Benedetti e con lui Amato, e molti altri editorialisti del Sole. Continua a leggere

Fare l’Europa contro la Bce

A chi ancora pensasse che le divisioni ideologiche siano vecchia abitudine della sinistra massimalista e che la lotta di classe sia un ricordo lontano, suggerisco la lettura dell’editoriale di Piero Ostellino, la «solita merda», come direbbe Marx. Con l’arroganza che lo contraddistingue, il grande sostenitore della «società aperta», si avventa contro il nuovo Presidente francese, chiarendo che la sua ostilità al rigore non è altro che la riproposizione delle formule stataliste e dirigiste del socialismo reale. A volte mi chiedo se Ostellino creda ad una sola delle parole che scrive, ma forse no, il problema per lui è l’Ideologia, e l’Ideologia è una sola: il neoliberalismo di matrice americana, quello che da von Hayek (esiliato) è passato per Friedman e per i teorici dello Stato minimo (penso a Nozick, ma non solo). Controcanto alla polemica anti-Hollande, infatti, sono le parole poco gentili nei confronti dell’«economia sociale di mercato», quella formula che definisce un modello economico e giuridico che molti nel Pd ritengano sia di sinistra e che, invece, come ci ha insegnato più di trent’anni fa Foucault, qualifica il neoliberalismo di matrice tedesca, quello elaborato tra gli anni ’20 e ’30 e sperimentato, a partire dal 1948, nella Repubblica federale. Cose che il Pd non sa, ma che Monti, oltre a Ostellino, conosce molto bene. Continua a leggere

Destination: Frankfurt! ITA/ENG

Il mondo in cui viviamo si sta trasformando radicalmente. La crisi dei mutui subprime, scoppiata quasi cinque anni fa, si è fatta crisi del debito sovrano degli stati nazione. Se la sua dimensione è globale, il suo epicentro è la vecchia Europa, che si trova a fronteggiare a suon di tagli e austerità gli enormi deficit di bilancio prodotti soprattutto dagli stati mediterranei. Ciò che colpisce è la temporalità inedita presentata da questa trasformazione, che si presenta come un’accelerazione indefinita verso il vuoto del baratro. Nel giro di un anno, in Italia abbiamo prima scoperto che la crisi esiste davvero e, passati dal negazionismo berlusconiano alla fede nei tecnici del Prof. Monti, ci stiamo abituando a sentirci dire che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Se da questo versante quanto sta accadendo nel mondo non può certo rallegrarci, dal punto di vista dei movimenti qualcosa di nuovo si sta muovendo, con accelerazioni spesso improvvise, in particolare nell’ultimo anno: dalle acampadas spagnole, alla rivolta greca, dai mai sopiti venti rivoluzionari della primavera araba ai riots di Londra, fino al movimento occupy, che da Wall Street ha saputo contagiare tutto il continente americano, toccando le coste del Pacifico con il grande sciopero generale di Oakland. Continua a leggere

Il Cielo Sotto Berlino. Note d`inchiesta dalla Germania.

Le ultime due settimane trascorse a Berlino ci hanno dato la possibilità di vedere da vicino la Germania, questo “anomalo BRICS” europeo la cui capitale è una sorta di “neu” New York, una metropoli dinamica dall’alta mobilità, nonché il principale gate verso l’Europa dell’Est.
In questi giorni, abbiamo incontrato attivisti e collettivi estremamente eterogenei tra loro, un paesaggio vivace in cui si incrociano generazioni e forme politiche differenti: attiviste del collettivo PussyRiot di Mosca, i movimenti della post-autonomia berlinese, i ricercatori Ucraini del Center of Visual Art di Kiev attivi nel movimento universitario, gli attivisti della Coalition iL (Interventionistische Linke) promotori di Blockupy Frankfurt, artiste bielorusse e messicane coinvolte in un intenso lavoro politico, oltre a numerosi migranti spagnoli, polacchi, italiani, greci… Berlino è una metropoli che, negli ultimi anni, ha vissuto uno dei più spettacolari e violenti processi di gentrificazione. Il movimento di squat e di occupazioni che ha caratterizzato la vita politica e sociale della zona Est a partire dal 1989, si è trasformato alla fine degli anni `90, in un’esperienza organizzata per sottrarre le case al mercato e alla speculazione immobiliare. È il caso di Mietshäusersyndikat, un sindacato sperimentale che usa gli strumenti della finanza e la gestione collettiva del risparmio come nuova arma contro la speculazione e le forme di gentrification. Queste originali forme di organizzazione, non statuali né private, trasformano la proprietà immobiliare in un bene che è di fatto tanto socializzato quanto collettivo e, proprio per questo, lo sottraggono alle regole del mercato immobiliare.

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Rising Italy for Social Europe: on the way to Frankfurt

From 16th to 19th May, deutsch movements launched a transnational mobilization in Frankfurt with the aim to block activities and flows of the financial capital of Europe. In Italy, we have decided to join and take part to the organization of these days. In fact, we believe it is a necessary step in order to build up a european movement that, starting from territorial struggles, specific and singular istances, is able to organize collective mobilizations against the international financial governance.

Everywhere we are witnessing to a depletion of national parliaments’ power, through direct or indirect ECB compulsory administration: in our country, the establishment of Monti government is a paradigmatic example. The diktat imposed by Central Bank goes in one direction: austerity, progressive abolition of labor rights, restriction of democratic spaces, wild privatization and expropriation of the commons.

While investors, brokers and managers do not pay for the disasters they have generated, Fiscal Compact is imposed: a devastating treaty that requires single Nation- states a balanced budget and represents a sentence for society to impoverishment. The outright rejection of this disgraceful measure is certainly one of the reason to besiege ECB and block Frankfurt, the capital of finance,  it is a necessary and urgent action for european movements.

We believe it is not a coincidence that this call comes from the deutsch movements during the very month of May, marking the emergence of what we call the Global May of conflicts: a multiplicity of local and transnational mobilization will follow MayDay, Frankfurt will be the culmination of this intense month of global struggle.

We have created a campaign called “R.I.S.E. UP”, Rising Italy for Social Europe: Frankfurt is not only an event but a process of construction and political mobilization, it is not only a European appointment, but a tension living in the everyday conflicts that animate our territories. R.I.S.E. UP is the attempt to link student networks, collectives of precarious, social centres, art workers and unions to go to Frankfurt together: despite the differences that characterize us, we have commonly found in Europe a space of conflict, in movements a political practice of democracy and  a new horizon emerging inside the economic and political crisis.

We have constructed a simple logo and a blog, to weave a common thread within several initiatives that we are creating towards Frankfurt. Outside of identitarian subjectivity, it seems useful to connect the political work that each of us is doing in Italy as a broad and diversified contribution to the european mobilization.

We will be in Frankfurt from May 16th to 19th, and we hope that many others will join us to reclaim a Europe of democracy against Europe of austerity; the Europe of a new universalist welfare and income against the Europe of lowering of wages and abolition of rights; the Europe of common against the expropriation and privatization!